Pensi che la grammatica sia la chiave della credibilità quando comunichi in Business English? Che ogni verbo, articolo e preposizione debba essere impeccabile per essere preso sul serio?
Ripensaci.
Nessun decision maker in quel pitch cruciale o in una negoziazione (che sia madrelingua inglese o meno) noterà la tua coniugazione perfetta. Ma si ricorderà (in senso negativo) se… tu… parli… molto… lentamente… o… perdi… il… filo.
Ed è esattamente ciò che succede quando ti fissi sulla grammatica perfetta.
Nelle sessioni di Business English di TLG utilizziamo diversi metodi per aiutarti a evitare questo scenario, così da comunicare in modo efficace e autorevole.
La formazione basata su grammatica e vocabolario non ti prepara alle riunioni reali: crea speaker lenti, esitanti, che pensano troppo. E questo non aiuta il business.
Nel nostro modulo di Q&A rispondi fino a 120 domande a raffica in 15 minuti. Poi fai tu delle domande al coach su scenari di business specifici. Non è una conversazione: l’obiettivo è far uscire velocemente il messaggio.
Questa pressione ti costringe a smettere di pensare troppo e a iniziare a parlare più naturalmente, mentre l’inglese parlato passa nel lato più istintivo del cervello.
E, cosa importante, devi autocorreggerti. Si parte da domande semplici – “Ci può illustrare la timeline?” – poi aumentiamo la complessità: “Come si allinea questo con la nostra strategia più ampia?” oppure “Col senno di poi, cosa cambierebbe nel suo approccio?”.
Possiamo chiederti di incorporare phrasal verbs, o di passare a risposte in terza persona (“Cosa ne pensa il suo collega?”). Alla fine risponderai a domande rivolgendoti a due trainer contemporaneamente, simulando riunioni con più stakeholder.
Questa non è la classica lezione di lingua, dove il coach parla per il 50% del tempo. È vera pressione cognitiva—quella che incontri in riunioni, pitch e negoziazioni.
È questo che costruisce la fluenza.
Fare davvero impatto significa saper gestire anche i momenti informali.
Trasformiamo la small talk in una leadership skill, insegnandoti a connetterti, creare rapport e conversare con sicurezza.
Alleniamo le capacità di ascolto attivo e gli starter più comuni:
Di cosa ti occupi?
Ti sta piacendo l’evento?
Perché sei qui oggi?
Da quanto tempo lavori in questo settore?
Come per il Q&A a raffica, anche qui l’obiettivo è eliminare l’eccesso di pensiero e l’esitazione.
La maggior parte delle riunioni internazionali non è composta da soli madrelingua. Tuttavia molti professionisti concentrano tutta la loro attenzione sulla voce britannica, americana o australiana nella stanza. Noi aiutiamo a ribaltare questa mentalità.
Gli speaker non madrelingua spesso tengono più alla grammatica dei madrelingua:
Gli italiani spesso conoscono le regole grammaticali meglio dei madrelingua stessi. La maggior parte degli anglophones non farà caso ai tuoi errori di coniugazione—ma noterà se non coinvolgi gli altri o se parli con monologhi lunghi.
I madrelingua non condividono automaticamente la stessa cultura—e spesso hanno approcci linguistici molto diversi: i britannici possono fare domande retoriche, argute, talvolta passive-aggressive; gli australiani sono più rilassati e informali, a volte inventano persino parole; gli americani tendono a essere più diretti e orientati al risultato.
Per questo vale sempre la pena informarsi sul pubblico prima della riunione o dell’evento.
Nelle riunioni miste, in genere l’attenzione va al comunicatore più sicuro, non al più accurato.
Ecco perché spesso olandesi e tedeschi (che parlano con convinzione) vengono percepiti come ottimi communicatori.
La nostra formazione ti aiuta a costruire questa fluenza strategica—così smetti di fissarti sulla grammatica e inizi a comunicare con sicurezza.
Pronto a uscire dalla trappola della grammatica?
Contattaci per scoprire come il nostro Business English training può aiutarti.